Risarcimento: volo dirottato nella stessa città o regione

Una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea – quarta sezione – del 22 aprile 2021 ha stabilito che le norme del Regolamento 261/2004/CE, in materia di risarcimento e assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco e di cancellazione o di ritardo dei voli, in particolare gli artt. 5, 7 e 8, vanno interpretate come segue:
– va determinata l’entità del ritardo, subito all’arrivo da parte di un passeggero di un volo dirottato in un aeroporto, diverso da quello per il quale era stata effettuata la prenotazione;
– va poi verificato che lo scalo serva la stessa città o regione di quello originariamente previsto per l’atterraggio;
– va preso come riferimento l’orario in cui il passeggero sia effettivamente giunto, dopo il suo trasferimento, allo scalo per il quale era stata effettuata la prenotazione o, eventualmente, a un’altra destinazione vicina, concordata con il vettore aereo.
Una volta effettuate queste verifiche, se il ritardo accumulato dovesse essere inferiore alle 3 ore, non scatterà l’obbligo del risarcimento.
La Compagnia aerea, però, anche in tal caso, dovrà farsi carico delle spese per il trasferimento del passeggero verso la destinazione prenotata o una più vicina concordata con il cliente.

RISARCIMENTO VIAGGIATORI


La Corte di Giustizia Europea interpretando l’art. 5 Regolamento (CE) nr. 261/2004 ha stabilito che lo sciopero dei piloti di volo non rappresenta una circostanza eccezionale; pertanto, in caso di volo cancellato, vi è il diritto per i viaggiatori ad essere risarciti.
(Corte di Giustizia UE sentenza 23 marzo 2021)

Rimborsi aerei e Pandemia

La normativa in materia di rimborsi, per cancellazioni dovute all’emergenza da Corona Virus, era stata dapprima fissata dalla Legge n. 27 del 24 aprile 2020, all’articolo 28 comma V, in base al quale, in caso di recesso per impossibilità sopravvenuta, il vettore poteva scegliere fra:

  • offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore;
  • procedere al rimborso ex art. 41 del Codice del Turismo, secondo cui il viaggiatore può recedere dal contratto di pacchetto turistico in ogni momento prima dell’inizio, dietro rimborso all’organizzatore delle spese sostenute, adeguate e giustificabili, del cui ammontare quest’ultimo fornisce motivazione;
  • emettere un voucher da utilizzare entro un anno dalla sua emissione di importo pari al rimborso spettante al viaggiatore.

Il successivo Decreto Legislativo n. 9/2020,all’articolo 88 comma XII, precisava però come con l’emissione del voucher si assolvesse ai correlativi obblighi di rimborso senza bisogno di alcuna accettazione, da parte del destinatario; lasciando di fatto al vettore la scelta del metodo di rimborso.
Conseguenza? La reazione negativa da parte dei consumatori e la conseguente apertura di un procedimento di infrazione, da parte della Commissione Europea, nei confronti dell’Italia (peraltro conclusosi con la relativa archiviazione nello scorso mese di novembre).
Le vicende legate ai rimborsi sono ovviamente finite tra le aule dei tribunali ed un’ordinanza del Tribunale di Verona (datata 19 gennaio 2021) ha statuito quanto segue: l’emissione del voucher, in luogo del rimborso del prezzo del pacchetto turistico, è corretta e conforme all’art. 88-bis del Decreto Legislativo 18 del 17 marzo 2020, norma secondo la quale la scelta tra i due rimedi sarebbe rimessa in via discrezionale all’Organizzatore del viaggio, senza che si renda necessaria l’accettazione da parte del destinatario.
Il Tribunale scaligero ha però stabilito un importante precedente ovvero ha condannato l’agenzia al rimborso delle spese sostenute dai viaggiatori, ma non incluse nel voucher, quali:

a)
il premio della polizza stipulata a copertura dell’annullamento del viaggio;

b) i costi sostenuti per il visto di entrata nel Buthan.

Rimborsi e minori

Rimborsi aerei anche per i passeggeri in viaggio a tariffe ridotte, per esempio i minorenni a patto che il biglietto sia stato acquistato nell’ambito di un pacchetto turistico: è quanto ha stabilito il Tribunale di Verona in una recente sentenza.

Secondo il Tribunale della città scaligera l’articolo n. 5 del Regolamento Ue 261/2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato, si applica anche a un minore, come nel caso di specie, che abbia goduto di uno sconto sulla quota di viaggio tutto compreso praticato da un tour operator; il passeggero in questione, quindi, ha maturato il diritto alla compensazione pecuniaria di cui all’art. 7 del medesimo regolamento Ue 261/2004, visto che lo sconto applicato, se da una parte ha determinato una riduzione anche della tariffa aerea, dall’altra non ha integrato l’ipotesi di esclusione dell’ambito di applicazione del regolamento contemplata dall’articolo 3 terzo comma che prevede quanto segue: Il presente regolamento non si applica ai passeggeri che viaggiano gratuitamente o ad una tariffa ridotta non accessibile, direttamente o indirettamente, al pubblico. Tuttavia esso si applica ai passeggeri titolari di biglietti emessi nel quadro di un programma Frequent Flyer o di altri programmi commerciali dei vettori aerei o degli operatori turistici.

Pertanto l’acquirente del pacchetto turistico, comprensivo di volo aereo, è legittimato ad agire direttamente nei confronti del vettore aereo, per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dal ritardo del volo, che potranno comprendere anche il disagio fisico e psicologico subito, a seguito del disservizio, anche se evidentemente sarà il danneggiato a dover fornire prova del danno supplementare eventualmente patito.

Viaggiare al tempo del Corona Virus

Effettuare un tampone nasofaringeo, per una diagnosi quasi in real time, del Covid-19, è oramai una realtà in molti aeroporti; per esempio, i viaggiatori in transito dagli aeroporti di Milano Malpensa e Milano Linate, che desiderino effettuare, a pagamento, un tampone nasofaringeo, possono prenotarlo presso le strutture autorizzate operanti presso i due scali milanesi. Invece, per informazioni relative ai tamponi effettuati in aeroporto per i passeggeri in rientro da Paesi a rischio, è necessario fare riferimento dal DPCM 14 gennaio 2021 e dai suoi allegati, che prevedono la possibilità di specifiche limitazioni per viaggi da e verso alcuni Stati e territori esteri, senza dimenticare che le singole Regioni hanno la possibilità di imporre, a chi provenga da alcuni Stati o territori esteri, il rispetto di norme aggiuntive. 

I cittadini italiani, in possesso di codice fiscale, possono, come anticipato sopra, prenotare il tampone nasofaringeo online, presso una delle due strutture autorizzate, dove verrà effettuato un esame diagnostico, in grado di misurare l’eventuale presenza del virus SARS-CoV-2 nelle vie aeree superiori sia in pazienti sintomatici, sia in quelli asintomatici. L’esame verrà effettuato tramite un tampone simile a un cotton fioc, capace di prelevare piccoli campioni di tessuto della mucosa orale e nasale in maniere del tutto indolore.

Il responso arriverà entro 48 ore e si potrà, in questo modo, sapere la positività o meno al virus SARS-CoV-2. Il referto sarà disponibile e visualizzabile online, nelle modalità che saranno comunicate al momento dell’esame.

Bagaglio non consegnato: responsabilità condivisa fra le Compagnie aeree

Mark 66: “Gentile Avvocato, in caso di smarrimento del bagaglio, qual è il responsabile se ci sono più compagnie aeree interessate?”.

Risponde l’Avvocato: “Il risarcimento e la responsabilità per la mancata consegna del bagaglio può essere a carico di entrambi i vettori interessati in una determinata tratta, come nell’episodio che segue.
La vicenda, oggetto di una pronuncia della Corte di Cassazione, sez. VI civile, ordinanza n. 3165/21, depositata il 9 febbraio 2021, prende spunto dal viaggio di un passeggero che si reca a New York, per una vacanza e che, all’arrivo, non trova il proprio bagaglio.
La Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999 (che regolamenta a livello internazionale le responsabilità dei vettori aerei e i diritti dei viaggiatori), stabilisce chiaramente la responsabilità del vettore nei casi di distruzione, perdita o deterioramento dei bagagli stessi; ma non solo, e qui entra in campo l’argomento di specie: infatti, ai sensi dell’art. 1, parag. 3: il trasporto effettuato da più vettori successivi si presume costituire un unico trasporto qualora le parti lo abbiano considerato come un’unica operazione, indipendentemente dal fatto che sia stato stipulato per mezzo di un unico contratto o di più contratti ed il suo carattere internazionale non viene meno per il solo fatto che una tratta un contratto siano stati eseguiti integralmente sul territorio di un medesimo Stato.
Ai sensi dell’art. 1700 cod. civ., nei trasporti che sono assunti cumulativamente da più vettori successivi con unico contratto, i vettori rispondono in solido per l’esecuzione del contratto dal luogo originario di partenza fino al luogo di destinazione, salva naturalmente la facoltà, qualora risulti che il fatto dannoso sia avvenuto nel percorso di uno dei vettori, di rivalersi sullo stesso da parte degli altri.”.

Vacanza saltata: chi paga?

Fiume 24: “Gentile Avvocato, in caso di vacanza andata in fumo per colpa non imputabile al cliente, chi rimborsa per il danno subito, l’agenzia o il tour operator?”.

Risponde l’Avvocato: “La vicenda è stata trattata da una recente sentenza, secondo la quale se la causa della vacanza saltata è la partenza anticipata del volo, sarà il tour operator a mettere mano al portafogli: è quanto emerso, infatti, da una recente sentenza della Corte di Cassazione (sez. III civile, numero 26694/2020) secondo la quale, in un primo tempo, sarà il cliente a ottenere dall’agenzia di viaggio il rimborso di quanto pagato per l’intero pacchetto ma l’agenzia, a sua volta, a giudizio degli Ermellini, potrà però rivalersi nei confronti del tour operator e ottenere quanto avrà dovuto versare in un primo tempo al cliente/turista.
La ratio della decisione, secondo i giudici della Suprema Corte, è la seguente: l’agenzia di viaggi agisce al contempo come mandataria (ovvero come incaricata) all’acquisto per conto del cliente, ma anche come mandataria alla vendita per conto del tour operator e, in tal veste, assicura la conclusione, tra i predetti soggetti, del contratto di viaggio.
Ne consegue che diritti ed obblighi relativi a tale ultimo rapporto sorgono direttamente tra tour operator e cliente finale, onde l’adempimento, da parte dell’agente di viaggi, di un obbligo restitutorio del tour operator costituisce diretto arricchimento per quest’ultimo e non trova causa in alcuna obbligazione gravante sull’agente di viaggio che opera, di fatto, come un mero tramite; questi, infatti, assume nei confronti del proprio cliente l’obbligo di procurare il servizio turistico, ma non anche la correlativa obbligazione di risultato concernente l’esito del servizio predetto, per il quale sussiste la responsabilità diretta del tour operator.”.

Rimborsi e interessi

Sussy 75: “Gentile Avvocato, ma in caso di cancellazione di un volo aereo, oltre al rimborso, sono previsti anche gli interessi?”.

Risponde l’Avvocato: “L’argomento è stato recentemente oggettodi dibattito. Si potrebbe dire: cancellazione dei voli e disagi aerei, sì al rimborso ma non è tutto, visto che a carico della compagnia scatta anche l’obbligo di pagare gli interessi.
La pandemia da Covid-19, alias Corona Virus, non ha cancellato i diritti dei passeggeri, anzi ha aperto nuovi scenari, vedi per esempio la recente querelle sui voucher a favore dei passeggeri in luogo del rimborso pecuniario. E proprio un volo cancellato, probabilmente causa pandemia, ha aperto nuovi scenari giurisprudenziali. 
Una delle tante cancellazioni andata in scena nei mesi scorsi, riguardante il volo EW2784 previsto in data 6 aprile 2020 (partenza da Stoccarda e atterraggio a
Budapest) ha infatti dato il la a una sentenza della Pretura di Nürtingen cittadina del Baden Württenberg sull’argomento (sentenza del 24 giugno 2020 – 10 C 1810).  
Secondo i giudici tedeschi, in caso di cancellazione del volo, il passeggero ha diritto non solo al rimborso ai sensi degli artt. 5, par. 1, lett. a), e 8, par. 1, lett. a) Regolamento Europeo (CE) n. 261/2004, ma anche al pagamento degli interessi dovuti secondo la legge applicabile, ovvero ai sensi dell’art. 5 reg. (CE) n. 593/2008.”. 

Rimborso biglietti aerei per i viaggiatori

Buone notizie per i viaggiatori aerei ai quali, nelle scorse settimane, erano stati cancellati, senza preavviso e motivazioni apparenti, i voli, con il risultato di ricevere in cambio soltanto dei voucher.
Ryanair, EasyJet, Vueling e Blue Panorama, quattro colossi del low cost, adesso offrono anche il rimborso dei biglietti, in caso di cancellazione dei voli.
Il cambio di rotta, in tutti i sensi, arriva a conclusione di quattro sub-procedimenti, avviati nei confronti delle Compagnie, a cura dell’Antitrust; gli stessi erano partiti a fine settembre, causa la sospensione della vendita di biglietti, motivata dalla Pandemia in corsa da Covid 19, con l’offerta, in cambio, di soli buoni; una politica condotta, tra l’altro a giudizio dell’Antitrust, senza fornire assistenza e adeguata informazione alla clientela.
L’intervento dell’Authority ha portato come conseguenza, tra l’altro, a:

  • modifica alle comunicazioni inviate e alle procedure di assistenza e di rimborso, in caso di cancellazione o anche mera riprogrammazione dei voli;
  • possibilità di richiedere ai vettori il rimborso pecuniario, con tempistica certa e attraverso procedure automatizzate;
  • la scelta di richiedere il voucher lasciata esclusivamente al consumatore;
  • incremento degli operatori nei call center per gestire con maggiore efficacia le richieste dei clienti.

Risarcimento danni ai bagagli

Mark 15: “Gentile Avvocato la perdita del bagaglio sul volo è sempre risarcibile? E in caso affermativo, come si calcola l’importo? E come ci si regola in materia di prova, o meglio di onere della prova?”.

Risponde l’Avvocato: “La materia è stata recentemente oggetto di un pronunciamento della Corte di Giustizia UE, Quarta Sezione, sentenza 9 luglio 2020, causa C-86/19.
Due le norme da considerare gli art.17 e 22 della Convenzione di Montreal (che tutela i diritti dei passeggeri, firmata dall’Unione europea e approvata con decisione 2001/539/CE del Consiglio europeo).
Le norme statuiscono come l’ammontare del risarcimento dovuto a un passeggero il cui bagaglio consegnato, che non sia stato oggetto di una dichiarazione speciale di interesse alla consegna, abbia subito una distruzione, perdita, deterioramento o ritardo, debba essere determinato dal giudice nazionale conformemente alle norme di diritto interno applicabili.
Di conseguenza, spetta al giudice locale determinare la somma, tenuto conto delle circostanze oggetto del caso di specie.
Sempre al giudice nazionale spetta deliberare in materia di prova o meglio di onere della prova; con una precisazione però: le regole applicate non debbono essere meno favorevoli di quelle relative a ricorsi analoghi trattati secondo il diritto nazionale e non devono rendere problematico l’esercizio dei diritti conferiti dalla sopra citata Convenzione di Montreal ai passeggeri.”.